mafie e coronavirus

Si moltiplicano i segnali inquietanti

Condividi il progetto:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email

C’è un’emergenza nell’emergenza, un virus che il tessuto sociale cova da decenni e che ora potrebbe sommarsi al Covid19: le mafie, da sempre abili nello sfruttare le situazioni di crisi (pensate ai dopo-terremoto) si stanno attrezzando per ottenere il massimo rendimento anche dai disastri che la pandemia sta provocando.

Il primo allarme lo ha lanciato Roberto Saviano dalla colonne de La Repubblica: «Le organizzazioni criminali sono come la Borsa, anticipano sempre le direzioni. La natura dei mercati azionari non è fotografare la crisi, ma prevederla; così, le mafie sentono gli affari prima che le esigenze di mercato si definiscano».Le conferme non hanno tardato ad arrivare. L’ex Pm antimafia Nino Di Matteo, ora componente del Csm, in un’intervista a Repubblica: «I padrini e i loro complici potrebbero già avere iniziato a contattare imprenditori e commercianti assaliti dalla crisi economica».

Sul versante della Sacra Corona Unita c’è la denuncia di Renato De Scisciolo, vicepresidente della Associazione Antiracket Fai: «Usura ed estorsione non sono andate in quarantena, tantomeno qui in Puglia. Chi non può pagare i debiti ha paura, non denuncia e i numeri cresceranno».

Opinioni? Congetture? Non la pensano così il capo della Polizia Franco Gabrielli e il direttore centrale anticrimine, Francesco Messina, che hanno inviato una nota a tutti i questori d’Italia. È un’allerta per le squadre mobili, perché indaghino sulle nuove infiltrazioni mafiose nell’economia italiana al tempo del Coronavirus.

Le conferme arrivano anche dai territori. Le segnala in due articoli Leandro Del Gaudio, giornalista de Il Mattino: «La Camorra ha temporaneamente sospeso la riscossione dei prestiti a usura e ha dato vita a un vero e proprio welfare improvvisato con la distribuzione di generei alimentari nei quartieri più poveri». E visto che le mafie sono spesso più lungimiranti degli imprenditori, sempre Leandro Del Gaudio sul Mattino, denuncia un nuovo trend: «È il business del corredo sanitario, dei prodotti parafarmaceutici che abbiamo imparato a conoscere come materiale necessario nella difesa individuale e collettiva, quasi come fosse uno scudo contro ogni forma di contagio. Parliamo delle mascherine di protezione di naso e bocca, dei guanti, del gel igienizzante, insomma dei kit della sopravvivenza per gli anni che verranno». (Paolo Butturini)

Condividi il progetto:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Shopping Basket